A Taranto gli Ultravox.

Corriere del Giorno, 01.09.1984
Domani sera al Tursport (nel campo di calcio) l’attesissimo concerto che aprirà il tour europeo del complesso rock.
Cominciati i sopralluoghi. Poi il relax: piscina, passeggiate in città, donne e birra.
Puntualissima come nello stile inglese, ieri pomeriggio è arrivata la prima parte della carovana degli Ultravox. Il gruppo inglese che da domani, con il concerto tarantino del Tursport, prende il via per la tournèe europea. Il quartier generale è l’Hotel Delfino.
Indescrivibile l’atmosfera che ha immediatamente popolato la hall dell’albergo dopo le 16,30. Il portiere che a malapena riesce a distribuire le chiavi di ciascuna stanza prenotata con largo anticipo, gli zaini e gli imponenti valigioni, su cui sono incollati adesivi a non finire, abbandonati qua e là. Una sarabanda di tipi e di colori. Chi con i capelli lunghi, chi con la chioma rasata, chi con stivaloni chi con ciabatte (o addirittura a piedi scalzi). Il fattore che immediatamente li accomuna, oltre a una invidiabile serie di magliette con su scritto i nomi di altri prestigiosi gruppi del Regno Unito (Duran, Simple, Spandau o Sky), è una prima ricognizione al bar dello stesso albergo: birra per tutti e fuori sull’enorme balconata a godere il panorama, schizzandosi sulla faccia la birra che esce dal barattolo dopo averlo violentemente agitato. Non si contano le gags. Qualcuno brontola, qualcun altro lo sfotte: uno ha un walkman e ascolta musica, un altro lascia cadere gli indumenti nella hall e va a fare il bagno in piscina. Tutti insieme bissano la prima lattina di birra. Tra una birra e l’altra giunge la notizia dal road manager, che l’appuntamento, più tardi sempre nella sala d’aspetto, con gli organizzatori locali è fissato per le 18.
Cominciano i primi sopralluoghi al Tursport: è una carovana di auto diesel, tutte con targhe inglese, un paio di camper. Per strada, lungo Viale Virgilio, chi in auto, chi a passeggio, si volta a guardare la fila di mezzi: “è arrivato il circo americano”, dice qualcuno; “no, le taghe GB sono inglesi, può essere quello di Billy Smart”, commentano altri. Ma niente di tutto questo, anche se la carovana ha qualcosa di circense, oltre alla vita gitana a cui sono costretti artisti e tecnici. Sono una quindicina al sopralluogo. Restano soddisfatti dell’impianto, del campo di calcio su cui monteranno l’imponente palco. Come geometri incaricati dal Comune, fanno calcoli a mente e tracciano solchi; qui va lo stage, qui le transenne. I Tir, numerosi, sarà un problema parcheggiarli tutti all’interno. Dentro questi grossi mezzi, enormi cassoni con su scritto a vernice bianca: Cann, Cross, Currie e Ure: gli Ultravox. Ognuno di loro con la strumentazione occupa quasi un Tit. Warren, Chris, Billy arrivano più tardi. Midge in serata. Si godono gli ultimi scampoli di relax, da domani al lavoro. Midge Ure e Chris Cross, uno chitarrista e voce, l’altro bassista e tastierista, in Italia sono di casa. Appassionati di motori spesso trascorrono tra la Francia e l’Italia un bel po’ di ferie. In Francia, come scrivemmo tempo fa, durante un viaggio di piacere i due musicisti inglesi sono stati alleggeriti di mezzi e bagagli: ora amano solo l’Italia, Venezia in particolare…
Hanno voluto dedicare proprio al nostro Paese le primissime date dell’european tour, un banco di prova importantissimo. Nel corso dei concerti Ure e i suoi compagni dovranno ribadire l’indiscutibile leadership in campo rock di cui godono da anni attraverso una serie di avvicendamenti e svolte musicali. Ogni scelta, lo ripetiamo, è stata ragionata: gli Ultravox con intelligenza hanno amministrato la loro immagine fino ad essere sofisticati nel look e nel suono. Incravattati anziché no, hanno realizzato uns stupendo video (uno della serie che vedremo stasera e in replica domani pomeriggio su Italia Unoa “D.J. Television” condotta da Claudio Cecchetto), quel “Dancing with tears in my eyes” che riesce a dare grande spessore al tessuto musicale. I clips sono diventati l’autentica forza della formazione, “Lament”, il recente album della band, è stato per intero visualizzato. Primo posto in classifica (discografica e video).
E torniamo al concerto di domani al Tursport. E’ la vigilia e diventa un dovere dare un paio di suggerimenti a chi fosse interessato ad assistere allo spettacolo: per chi non avesse acquistato il biglietto suggeriamo di farlo in prevendita evitando così lunghe file ai botteghini o, peggio ancora, di cadere nelle grinfie dei soliti bagarini che venderanno gli ingressi a prezzi elevatissimi. Altro suggerimento, per evitare lunghe code o intasamenti con le auto, è quello di seguire le numerose segnalazioni seminate lungo il vialone che porta in via del Faro, a San Vito. C’è un capiente parcheggio per oltre tremila auto.
Claudio Frascella (Archivio Geophonìe)

Corriere Del Giorno, 27.06.1984.
Dopo un’assenza di due anni, ritorna Robert Smith con i suoi “Cure” in versione L.P. senza nascondere un aumentato interesse nei confronti del gruppo che parte dai fans, dopo le varie voci che circolavano pretendendo uno scioglimento dei ‘tre ragazzi immaginari’, voci che si rafforzano nell’apprendere la presenza di Robert Smith dal dicembre ’82 nei “Siouxsie and The Banshees” e nella pubblicazione di un album favoloso con la collaborazione di Steve Severin a nome “The Glove”.
La speranza che i Cure fossero ancora vivi era data dalla pubblicazione di ben quattro singoli. “Let’s go to bed”, brano orecchiabile, molto piacevole e mandato anche in discoteca. “The upstair’s room”, tipico ”suono Cure” , “The Lovecats”, brano bellissimo, insolito perché forzato, ed infine “The Caterpillar”, una bellissima ballata acustica con chitarra e piano pizzicato che ci presenta il nuovo album dei Cure, “The Top”. L’album con una copertina orientaleggiante e impregnata di simboli, si apre con “Shake Dog Shake”, brano tipico che richiama subito “Pornography”, precedente capolavoro del gruppo;
Ma è con “Birdman Girl” che si avvertono tendenza e melodia spagnoleggianti, che già il singolo “The Caterpillar” aveva annunciato. La voce di Robert, ormai particolare e riconoscibilissima, ci accompagna con mano nei meandri dei suoi sogni, “Wailing Wall” e “The empty world” sono certamente nate dal bisogno di non dimenticare un passato così bello e pieno di fede. A poco a poco ci si rende conto che tutto è un viaggio nella stanza della nostra mente, dove su altari sono poggiati i nostri desideri; mentre nei corridoi siamo inseguiti da mani che gridano e ci toccano con odioso sudore come in “Give me it”.
Il vertice dei Cure è raggiunto in “The Caterpillar”, solenne ballata rivolta a tutti i cuori; in “Dressing up” con musica orientale da incantesimo ed in “The Top” commovente invito a tornare indietro ed a sorridere con rinnovata maturità.
In sintesi un album sempre bello, che oltre a vedere Robert Smith e Laurence Tolhrust, padroni del marchio “The Cure” ci sono ad aiutarli Andy Anderson alla batteria e Porl Thompson al sax.
Marcello Nitti © Geophonìe
Tanto per cominciare sabato i “Bauhaus”.
Sabato 1 maggio alle 21 saranno di scena nel palazzetto Tursport a San Vito i Bauhaus, il gruppo New Wave che sta riscuotendo successo in tutto il mondo. La serata-spettacolo, così è da definire, per la scenografia che la manifestazione offrirà, non è da considerare riservata esclusivamente agli appassionati del rock, ma un appuntamento d’eccezione con un vero e proprio spettacolo a livello mondiale. Ad organizzarla è stato il responsabile del settore musicale di Tursport Marcello Nitti che riuscirà a portare a Taranto anche altri noti gruppi musicali di notevole levatura.
L’estate alle porte sarà infatti occasione lieta per l’organizzazione di concerti, serate d’ascolto e grossi spettacoli che il Tursport sta programmando con la partecipazione di grossi nomi della canzone internazionale e nazionale.
Il gruppo dei Bauhaus è composto da Peter Murphy, David Jay, Kevin Haskins, Daniel Ash. Hanno fatto la loro prima apparizione in Italia nel luglio 1981 al “Festival per i Fantasmi del Futuro Electra 1”.

Corriere Del Giorno, luglio 1983
Potere, corruzione e bugie
Confesso di avere grandi difficoltà nel parlare risparmiandomi in lodi del nuovo lavoro dei New Order. Nessuno di noi ha dimenticato la loro venuta a Taranto (19 giugno 1982) quando salutarono il pubblico con la promessa di ritornarvi. Per ora accontentiamoci di ascoltare il loro secondo album pubblicato in questi giorni in italia sotto il titolo “Power, corruption and lies” ovvero “Potere, corruzione e bugie”, con una splendida copertina che è poi una splendida natura morta (rose) custodita nella National Gallery di Londra.
Peter Hook (basso, chitarra), Gillian Gilbert (synths), David Morris (batteria) e Bernard Dickin (chitarra, voce) sono dunque tornati dopo diciotto mesi e al primo, intero ascolto del loro ultimo album si nota la riuscita alleanza che synths e chitarre hanno definitivamente conclamato.
Questa è musica che allaga di venti primavere le valli più profonde, “Leave me alone”, che sigla in maniera imperiale l’ellepì, è musica di piccole onde che rotolando sulla battigia. “Your silent face” non è altro che una poesia che scende giù come le gocce di pioggia alla finestra. “The village”, già proposta dal vivo a Taranto, è una ballata elettronica molto dolce, che ricorda volti di bimbi ammaliati dalle giostre. In “Ultraviolence” invece i toni si fanno più duri, i ritmi si moltiplicano e ne sortisce una cascata di colori. Ma è in “Age of consent” che nasce forte e netta la forza dei New Order e subito ti rammenti del loro passato: “Ceremony”, “Procession”, “Temptation” e “Dreams never end” e capisci che la loro è una colonna sonora che va bene a ciascun istante della tua vita.
Marcello Nitti © Geophonìe

Corriere Del Giorno, 15.06.1982
Un altro spettacolare appuntamento con la musica rock al Tursport. Sabato 19 giugno saranno di scena nel palazzetto a San Vito i New Order in concerto. E’ sicuramente il gruppo rock attualmente più amato e più seguito dai giovani appassionati a questo genere musicale. I New Order possono essere meglio ricordati come Joy Division, era questo il nome del complesso fino a due anni fa.
Dopo i Bauhaus, i New Order sono il secondo gruppo di fama mondiale a scendere qui a Taranto. E proprio a seguito del successo musicale e di incasi riscosso in quell’occasione, si prevede, con la serata di sabato 19 giugno, un secondo “pienone” nel palazzetto del Tursport.
Anche i New Order sono messaggeri di un tipo di rock piuttosto tagliente ma che suscita allo stesso tempo emozioni indimenticabili con una scenografia senza precedenti. Con il concerto di Taranto saranno in Italia per la prima volta. Già da numerosi centri della Puglia sono pervenute massicce prenotazioni da parte di giovani interessati ad un appuntamento musicale senza precedenti e di portata davvero mondiale. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 22.
Marcello Nitti © Geophonìe